Combattere l’ansia, lo stress e la paura dell’acqua con il Woga

yoga + mare

Yoga acquatico o “Water yoga” questo il nome dello yoga da piscina.

In piedi o seduti sul fondo della piscina, fare yoga d’estate diventa più “fresco” grazie a una delle ultime tendenze del 2017 il woga.

Che cos’è il Woga?

Nato dalla fusione dei termini “water” e “yoga”, questa nuova disciplina prevede l’introduzione dell’elemento acquatico nello svolgimento delle posizioni classiche dello yoga, anche attraverso particolari supporti galleggianti.

I benefici dell’acqua si fondono a quelli già noti dello yoga: un ritrovato equilibrio con se stessi, un migliore controllo della respirazione e della concentrazione con notevole riduzione di alcuni disturbi legati allo stress, all’ansia e ad alcune fobie come quella dell’acqua stessa.

Dov’è nato il concetto di WOGA?

Pur essendo nata in America ormai trent’anni fa, nel nostro paese sta riscuotendo oggi una notevole fama. Dopo l’acquagym, e l’hydrobike anche lo yoga si “tuffa” in acqua rendendo le posizioni sicuramente meno faticose, grazie al minor sovraccarico muscolare, e più lenti i movimenti che sfruttano la resistenza opposta dall’acqua.

Controllare la respirazione.

Oltre alle classiche posizioni statiche dell’Asana sarà possibile praticare anche Pranayama, ovvero il controllo della respirazione, rendendo questa attività ancora più mistica grazie al movimento dell’acqua che simula il liquido amniotico dove per nove mesi veniamo cullati, riportando alla mente piacevoli sensazioni e favorendo il rilassamento e l’equilibrio mentale.

Adatto a tutti, proprio perché facilitato dalla presenza dell’acqua, il woga è particolarmente indicato per le partorienti grazie alla sua azione ossigenante, inoltre una pratica costante potrebbe preparare la futura mamma ad un eventuale parto in acqua.

Benefici alla persona.

Si tratta di un’ottima attività anche per gli anziani poiché contrasta reumatismi e artriti, e per il recupero post traumatico e la riabilitazione da infortuni poiché allunga i muscoli e sblocca le articolazioni che hanno subìto un lungo periodo di riposo.

Temperature dell’acqua.

La temperatura della piscina deve essere pari a quella delle acque per il nuoto neonatale, sui 30°C, poiché gli esercizi eseguiti sono per lo più statici e quindi si soffrirebbe il freddo. L’acqua in genere arriva alla vita oppure all’altezza delle spalle ed uno degli aspetti più originali ed interessanti di questa pratica è  la possibilità di poter eseguire alcune posizioni dell’Asana in sospensione sull’acqua tramite manubri galleggianti, collari e cuscini.

Durata di un esercizio.

La durata della lezione va dai 30 ai 45 minuti in classi di circa 7-10 elementi per favorire l’efficacia dei movimenti ma soprattutto della concentrazione.

Praticarlo.

Praticare lo yoga o il woga, infatti, non può prescindere dalla spiritualità connessa a questa attività. Lo Yoga (dal sanscrito «Yug») significa unire, legare, mettere assieme, in particolare fondere mente e corpo dando al pensiero la possibilità di controllare maggiormente il nostro fisico ma anche unire l’uomo a Dio attraverso la concentrazione e la meditazione.

In conclusione.

Il woga si colloca perfettamente all’interno di questa filosofia, integrando il corpo con l’elemento liquido dell’acqua che è fluido, informe, non oppone resistenza e si espande, come nella cultura indiana e nella filosofia yoga dovrebbe fare l’uomo con la realtà circostante e verso Dio…

Autore dell'articolo: Tiziana Troisi

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