come non deprimersi prima del parto

La depressione pre partum e la vergogna. Intorno all’evento della gravidanza esistono tutta una serie di falsi miti: è il periodo più bello, è uno “stato di grazia”, la mamma è felice dell’arrivo del bambino ed è all’apice dell’entusiasmo dopo la sua nascita. Un mito costruito, non dalle donne evidentemente, ma anche grazie al loro silenzio, alla velata ipocrisia, all’omertà che ruota intorno all’argomento gravidanza.

La vergogna è forse il sentimento dominante nelle donne che attendono il proprio bambino senza gioia, con sofferenza, ansia, dolore, depressione, demotivazione. Una vergogna che aumenta quando nasce il bambino e sentono di non riuscire a prendersene cura, sono oppresse dai pianti, si sentono incapaci, stupide… sole.

depressione pre partum

La “baby blues” o depressione post partum

Sulla depressione post partum molto è stato scritto e discusso, sdoganandola finalmente, liberandola dal tabu nel quale era imprigionata. Oggi molti ginecologi sono preparati sull’argomento, sanno riconoscere i segnali di un disagio e sempre di più consigliano un percorso psicologico alle mamme in attesa.

Le famiglie, anche grazie a internet, cominciano a capire che la depressione post partum non è solo la mamma che fa del male al proprio bambino, ma uno stato psicologico più complesso, in cui i cambiamenti ormonali e chimici concorrono a creare uno stata di vulnerabilità e fragilità.

Cos’è la depressione pre partum?

Poco o nulla invece si sa sulla depressione pre partum. Spesso l’attesa per una donna non si tinge di azzurro o di rosa ma di un blu intenso…di un  grigio che può diventare nero. “Il periodo della gravidanza è un momento di grande vulnerabilità per la donna. –  ci spiega la psichiatra e psicoterapeuta Pierpaola D’Arista –  Fin dal concepimento infatti si verificano una serie di cambiamenti non solo esterni, ma soprattutto interni.

Per quanto la gravidanza sia un’esperienza vissuta dalla maggior parte delle donne in modo volontario, ricercata, prevedibile, vista positivamente dalla società, nello stesso tempo può provocare delle ferite all’integrità corporea, per questo motivo viene considerata un’esperienza di “crisi”.

Tanti sono i cambiamenti che coinvolgono la donna in quel periodo: “I nove mesi di gestazione dovrebbero da  un lato permettere alla futura madre di preparare al neonato un suo spazio fisico nel mondo reale, dall’altro le dovrebbero consentire di riorganizzare i propri spazi interiori, di creare nella sua mente uno spazio adatto a contenere l’idea di un bambino e di sé come genitore.” chiarisce la dottoressa.

Ma qual è la causa della depressione pre partum?

“L’assunto che gli ormoni della gravidanza abbiano in qualche modo una funzione protettiva del sistema nervoso della madre si è rivelato non corretto. – continua la D’Arista – Piuttosto negli studi più recenti  si sta  affermando l’idea che gli ormoni della gravidanza modifichino la delicata chimica neuronale con effetti imprevedibili, a seconda delle circostanze e delle situazioni vissute dalla futura mamma.

Tra le cause della “pre-baby blues”, in alcuni casi vi è l’uso/abuso di alcool nell’anno precedente alla gravidanza, malattie recentemente sofferte e lo stress subito da difficoltà sul lavoro,  infine non è da trascurare la mancanza di supporto da parte del compagno. Le donne che hanno affermato di avere un buon rapporto con il proprio partner o marito sono risultate le puerpere più serene dal punto di vista mentale, mentre coloro che lamentavano una storia astiosa e difficile erano le principali candidate a diventare depresse durante la gravidanza”.

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Quali disturbi riconoscere

I cambiamenti fisici e ormonali che causano continui cambi di umore e una perdita progressiva del controllo di se stessi (si perde l’autonomia, l’efficienza lavorativa, il ritmo di vita a cui si era abituate) rendono la neomamma preda di ansie e paure. Una delle sensazioni più frequenti è la quella di perdere il controllo, cosa che causa ansia e stress. La depressione pre partum può quindi sfociare in stati confusionali ad insorgenza precoce, disturbi d’ansia, disturbo da attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, disturbi dell’umore e psicosi. “Questi sintomi – rivela la dott.ssa D’Arista – sono spesso tenuti nascosti, per motivi di vergogna e disistima”.

La “spirale del silenzio” nella quale l’argomento è rinchiuso non aiuta le mamme a parlarne, a venirne fuori, a comprenderne tutti gli aspetti e soprattutto a non farle sentire sole o folli. La depressione pre partum esiste e il primo passo è accettarla: “Contrariamente a quanto si possa immaginare, questo disturbo ha un’elevata prevalenza e  nella maggior parte dei casi gli episodi depressivi hanno una durata non trascurabile ( anche tutto il periodo della gravidanza)”.

Come è possibile venirne fuori?

“Riconoscere i sintomi e poterne parlare liberamente con personale preparato, coinvolgendo anche i familiari più vicini, è il primo passo per la risoluzione del problema nella maggior parte dei casi – ci rassicura la psicoterapeuta – La depressione trascurata o sottovalutata può avere effetti negativi su tutta la famiglia, condizionando il corretto sviluppo di una buona relazione madre-bambino.”

Nessun silenzio allora, nessun tabu, anche le mamme possono star male. Parlatene, sempre, chiedete aiuto, sarà il primo passo verso la vostra felicità.

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Si ringrazia la psichiatra e psicoterapeuta dott.ssa Pierpaola D’Arista per il contributo.

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