combattere la dipendenza da cellulare

Il Cartello è una rivista culturale che approfondisce i vizi e le dipendenze dell’uomo, addentrandosi nella nostra parte più oscura e segreta e andando ad analizzare i fenomeni di massa che rendono la nostra società sempre più alienata.

Scrivere di dipendenze al giorno d’oggi è diventata una cosa molto difficile, dispersiva. Questo perché, con il passare degli anni, abbiamo reso tutto una dipendenza. L’amore, il sesso, i rapporti sociali, la vita quotidiana, guardarsi negli occhi, essere stimolati.

La dipendenza stessa è divenuta una dipendenza, facendoci perdere i valori basilari a cui si dovrebbe aggrappare l’essere umano.

Così ecco nascere delle nuove dipendenze e problematiche come il fenomeno hikikomori, la dipendenza affettiva e la dipendenza da social network.

Quest’ultima in particolare è una delle grandi novità della nostra generazione, in una società che va sempre più verso il social ma non verso il sociale.

Siamo tutti connessi

Siamo tutti costantemente connessi, con la nostra vita che viene condivisa un post alla volta.

Così il concetto di esperienza viene sostituito da un concetto tech totalmente diverso, confuso nel mare di like, commenti, condivisioni e interazioni varie.

Il linguaggio di Facebook diventa quello della nostra quotidianità, e ci troviamo a traslare le esperienza di vita in un format(o) ad hoc per i 5 pollici circa dello schermo dei nostri smartphone.

“Citazione”

La profezia di Andy Warhol, che “nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti” si sta avverando. Solo che il nostro caro genio aveva sbagliato a fare i calcoli: non parliamo più di 15 minuti, ma dell’eternità.

Se è vero che il concetto di finito va a pari passo con quello di umano, la stessa cosa non vale per i pc e per i nostri cari contatti dei social network.

Dipendenza da Social Network

Così finisce che i profili di Facebook rischiano di sopravvivere alla persona stessa che vanno a rappresentare, continuando a circolare sulla rete anche dopo la nostra morte.

La nostra mente è molto simile al processo di internet, piena di link, tag e connessioni varie.

Così la dipendenza da social network si collega direttamente ad un’altra dipendenza che si sta diffondendo nella nostra società: la dipendenza da smartphone.

Basta camminare per strada per notare un’orda di persone narcotizzate nell’atto catartico di osservare il cellulare.

Lo fanno nei bar, nei supermarket, alla stazione, per strada, al lavoro, mentre parlano con altre persone, mentre si baciano, mentre si divertono, mentre bevono, ridono, corrono, giocano, litigano.

Ma cosa si cela dietro questa mania nell’immergersi in questi piccoli oggetti?

Principalmente insicurezza, in una postura, quella che assumiamo quando sbirciamo i nostri smartphone, che sa tanto di rottura, di auto isolamento.

Come spiegato dalla cinesica, la scienza che studia il linguaggio del corpo e i riscontri psicologici che stanno dietro i movimenti, molte posizioni delle braccia sono atte al meccanismo di difesa, una sorta di nascondiglio che porta rassicurazione.

Posizioni che ricordano tanto il nostro tenere continuamente in mano lo smartphone.

La Sharemania

E così nasce la sharemania, la mania della condivisione a tutti i costi per fuggire dalle nostre insicurezze e dalle nostre paure.

Una ricerca smodata di essere accettati dagli altri, di essere notati, di non finire nel dimenticatoio immaginario della vita formato social.

Un modo come un altro per stare al passo con i tempi, ma decisamente pericoloso, perché in grado di inglobare intere personalità, fuorviare generazioni dalla identità debole e mal rappresentata.

Privacy & Dipendenza

I cellulari diventano una finestra aperta sulla privacy delle persone, aumentando così anche la paura e la paranoia nell’apparire, nello sbagliare, e diventando così una dipendenza da cui è difficile scappare.

Adesso abbiamo gli occhi puntati contro continuamente, siamo sicuri di essere in grado di reggere la pressione?

Noi de Il Cartello siamo sicuri di sì, intanto continuate a leggere la nostra rubrica dipendenze su tutti i vizi dell’uomo.

Autore: Daniele Minucci

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