Gianduiotto

Il gianduiotto è il simbolo della città di Torino, un dolce conosciuto in tutti Italia e anche all’estero. La famosa barca rovesciata di cioccolato viene venduta ovunque e apprezzata da una moltitudine di amanti e golosi. Punto forte delle cioccolaterie piemontesi, il gianduiotto viene venduto persino su internet da e-commerce del dolciario che si occupano di spedizione dolci e torte a domicilio. Ma qual è la storia del gianduiotto? Come e quando è nato il simbolo del capoluogo piemontese?

Gianduiotto e Torino: un amore nato nel 1865

L’impasto della gianduia risale già al 1806, per mano e con la maestria dei maestri pasticceri di Torino che seppero elaborare un nuovo metodo di preparazione che consentisse di arginare il problema legato al costo del cacao, reso inaccessibile dal blocco economico dei prodotti britannici voluto da Napoleone.

Il gianduiotto nacque però solo 60 anni più tardi, nel 1865, nello stesso contesto geografico ma in una società sensibilmente cambiata: l’impero napoleonico era naufragato e il Regno d’Italia era nato già da quattro anni (e Torino ne fu capitale proprio fino al 1865). La creazione del gianduiotto si deve alla prestigiosa società dolciaria Caffarel, il cui stabilimento era posto a Borgo San Donato, quartiere di Torino.

Il gianduiotto poté contare anche su un’ottima strategia pubblicitaria di lancio: esso, infatti, venne presentato durante il Carnevale di quell’anno, consegnato ai passanti dalla maschera torinese di Gianduja, cui il dessert deve il proprio nome.

Ragioni economiche alla base

Come detto, l’embargo dei prodotti britannici di inizio ‘800 costrinse i cioccolatai torinesi a sviluppare nuove metodologie di lavoro. La decisione di sostituire parte del cacao con la nocciola tonda gentile delle Langhe, sospinta da ragioni prettamente di bilancio, si rivelò un successo anche dal punto di vista del gusto (tanto che oggi la stessa nocciola è considerata un’eccellenza gastronomica). Nel corso degli anni, l’uso della gianduia era diventato significativo al punto tale che gli stessi torinesi iniziarono a preferirla al classico cioccolato a maggior concentrazione di cacao. Da lì, il passaggio alla creazione del gianduiotti dovette attendere circa sessanta anni e l’intuizione di un brand che già allora si dimostrava forte e innovativo e che esiste ancora oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *