neurochirurgia

Neurochirurgia: il rapporto umano con il paziente

Il paziente è, prima di tutto, una persona, che ha la necessità primaria di poter contare su un punto di riferimento umano nella gestione di una malattia o di una problematica fisica. Ecco che la neurochirurgia, branca medica che si occupa di trattare problematiche di grande spessore, deve saper contare su professionisti preparati a seguire il paziente persona anche e soprattutto dal punto di vista umano.

Il primo aspetto interessa la comprensione.

Molto spesso i termini medici risultano oscuri ai più, perché sono difficili per loro natura e anche perché vengono inseriti in un contesto di dialogo aperto.

In questo contesto, il paziente vive uno stato di ansia naturale, perché legato alle sue condizioni di salute e alle sue prospettive future. Il medico umano è colui che sa spiegare i processi medici che interessano la malattia, la problematica e il ciclo di cure con semplicità, impiegando termini di facile comprensione.

Le metafore e la neurochirurgia

Nel caso della neurochirurgia, possono essere utili le metafore, che portano a un livello più semplice e comprensibile la comunicazione e che permettono al paziente di capire con cura quali sono le sue condizioni fisiche, quali sono le caratteristiche delle operazioni e anche le conseguenze future.

La spiegazione è figlia del dialogo, che deve concedersi i giusti tempi e che deve essere reciproco. Il medico deve quindi aiutare il paziente a comprendere tutto il processo ascoltando le domande, anche quelle che possono sembrare banali. Solo in questo modo il paziente – persona può capire di poter contare su una figura sicura e pronta a spiegare con semplicità ogni passaggio che dovrà affrontare.

Del resto, è dall’ignoranza che nasce la paura, quindi un paziente che conosce nei dettagli la sua condizione è un paziente sereno e preparato, che arriverà al momento dell’operazione o seguirà il ciclo di cure con spirito rinnovato e con un approccio al futuro più positivo.

Il lato umano

Vi è quindi il lato umano che interessa il rapporto fra medico e paziente. In questo caso si tratta di impiegare di certi termini nel dialogo, della volontà di spendere parole di conforto e anche di incitazione.

In questo caso, la predisposizione del medico è di grande importanza, perché permette al paziente di contare su un punto di riferimento sicuro.

In conclusione

Non bisogna mai dimenticare che, per chi soffre, il medico curante è un vero e proprio punto di riferimento, che conosce la situazione e che può risolverla, anche nei casi più gravi. Ricevere parole di conforto da questa figura significa mettere in atto un processo di aumento dell’autostima e, di conseguenza, un aumento della fiducia nelle proprie possibilità di guarigione.

Autore dell'articolo: Turismo e Salute

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