sesso e piacere

Se liberiamo la mente dal problema di gestire la performance e la allontaniamo dall’atto sessuale in senso stretto, concentrandoci invece sulla totalità dell’esperienza sessuale, il piacere potrà raggiungere vette inaspettate. Questa è la concezione alla base del sesso tantra dove la conoscenza del proprio corpo e del proprio io sono fondamentali per migliorare il rapporto sessuale con il partner e soprattutto l’orgasmo.

Il tantra e le sue posizioni.

Tantra è una parola sanscrita, che significa principio, essenza, tecnica  e dottrina, un insieme di insegnamenti e discipline esoteriche indiane che comprendevano anche la sessualità come principio dell’unione con l’altro. La concezione tantrica del rapporto sessuale prevede un approccio lento, in ascolto e in armonia con il partner basata sull’esercizio quotidiano della sessualità.

In questi momenti la coppia medita insieme per raggiungere la piena relazione mentale attraverso alcune posizioni che favoriscono questa connessione. In genere la donna si siede sulle cosce dell’uomo, con le gambe incrociate dietro la sua schiena e lo abbraccia guardandolo intensamente negli occhi (posizione del loto).

Il ruolo della donna è fondamentale.

E’ lei che trasferisce l’energia vitale ed è quindi parte attiva del processo. Un’altra variante vede seduti gli amanti uno di fronte all’altro, le braccia dell’uomo sorreggono le ginocchia della compagna a livello del gomito e viceversa, rimanendo sempre incrociati. Altra interessante posizione tantra è quella che vede la donna sdraiata su di un tavolo, mantenendo il bacino praticamente a livello dell’estremità dello stesso, e l’uomo in piedi che sorregge le gambe della partner sulla pianta del piede, mantenendole perpendicolari al corpo.

tantra

Le quattro chiavi per raggiungere il piacere.

Secondo questa disciplina, il fine ultimo non è l’orgasmo ma il potenziamento dell’energia vitale: quello che si raggiunge alla fine del rapporto tantrico è un livello superiore di piacere, uno stato di benessere e beatitudine, più duraturo dell’orgasmo “classico”. Per poterlo raggiungere dobbiamo dotarci di quattro chiavi fondamentali che sono:  l’attenzione, il movimento e il ritmo, il suono e il respiro.

L’attenzione.

Come abbiamo detto la conoscenza del sé è alla base del sesso tantrico: bisogna quindi prima ascoltare se stessi concentrandosi sulle parti del proprio corpo e poi sui nostri sentimenti e sulle nostre emozioni. Durante il rapporto è fondamentale prestare attenzione al contatto tra i corpi e alle sensazioni che ne scaturiscono, ponendo l’attenzione su questo aspetto e non su quello che dovremmo fare.

Il movimento e il ritmo.

La seconda chiave del piacere è “movimento e ritmo” che permettono il circolo dell’energia. E’ importante imparare a muoversi insieme e sincronizzarsi in modo da trovare un ritmo condiviso, lasciando però all’altro la possibilità di muoversi sempre liberamente. Ecco perché bisogna imparare a seguire l’altro senza studiare i movimenti ma trovando naturalmente il ritmo giusto, per farlo è necessario esercitarsi.

Il suono.

La voce è un’altra importante componente del rapporto tantrico: emettere suoni libera la mente, sblocca il torace e il ventre e quindi il piacere. Assolutamente vietato inibirli, essi sono fondamentali non solo per creare eccitazione nell’altro ma anche per auto eccitarsi.

Il respiro.

Secondo il tantra, come nello yoga, il controllo del respiro favorisce il benessere: dovrò essere morbido e rilassato, poiché se sarà corto e affannoso (come lo è in genere durante il rapporto sessuale) le zone erogene non saranno abbastanza ossigenate e allo stesso tempo l’energia vitale non potrà svilupparsi.

I successi di questa pratica pare siano evidenti: stupefacente è il grado di complicità ed empatia raggiunto con il partner e senza precedenti il piacere raggiunto. Se questo approccio vi lascia perplessi, un modo divertente di cominciare a conoscerlo è quello del massaggio erotico sensuale senza passare per il rapporto sessuale, utile a creare la tensione necessaria a potenziare il piacere finale.

Tentare non nuoce!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *