andare in mountain bike

Una facile pedalata pianeggiante proposta da BellaUmbria.net attraversa i paesaggi della Valla Umbra, tra colline torreggianti, borghi medievali e distese di ulivi.

Due giorni alla scoperta dell’Umbria a ritmi rigorosamente “slow”, sotto la soglia dei 15 chilometri orari: l’itinerario da Assisi a Montefalco, uno dei più amati e frequentati della regione, si presta per-rettamente per un’uscita autunnale in bicicletta nel dolce paesaggio delle terre di San Francesco. Seguendo la “curva” della Valle Umbra, da nord-ovest a sud-est, il percorso, adatto a tutti, si snoda in piano o in leggera salita. La pedalata può durare anche un solo giorno, ma la scelta migliore è centellinare i 30 chilometri di fatica in un paio di tappe, alternando la bici con ‘sessioni” di trekking urbano: le occasioni per avventurarsi fra stradine silenziose, piazze medievali, chiese e polittici d’autore non mancano. E poi l’autunno in Umbria e davvero speciale. Allo spettacolo dei colori tradizionali della stagione si aggiunge il rito della raccolta delle olive, che si svolge proprio tra ottobre e novembre.

Dopo un meritato riposo in uno degli accoglienti alloggi della città natale di San Francesco (qui puoi trovare la lista completa degli hotel di Assisi) si può iniziare la passeggiata in bici che ci porterà a Montefalco, patria del buon vino.

La partenza non può essere che dalla piazza della Basilica Inferiore di Assisi, ai piedi di uno dei monumenti della cristianità. Nelle strette vie del borgo medievale si passa da una piazza all’altra, lungo un chilometro di ascesa, facendo attenzione alle centinaia di pellegrini che le affollano in tutte le stagioni. Dopo Santa Chiara e la piazza del Comune comincia la discesa, prima lungo la strada principale e poi per San Damiano e Rivotorto. Il Santuario di Rivotorto, o “sacro tugurio”, è una delle mete più peculiari della devozione francescana e merita una sosta. All’interno di una grande chiesa è conservato il povero edificio in pietra, coperto di frasche, che Francesco abitò, con i suoi compagni, agli inizi del ’200, nei territori del padre Pietro da Bernardone.

 

Nel fitto labirinto delle strade di campagna

Superata la folla di pullman in sosta nei dintorni, e attraversata la superstrada E45 grazie a un sottopassaggio, il traffico e il caos cedono il passo con una rapidità che sorprende ai silenzi delle strade di campagna. Restano solo lo sfregolìo delle ruote e della catena. Gli argini dei fiumi segnano la direttrice, facendo da riferimento costante: prima si segue un tratto del fiume Topino fino a Cannara e poi due affluenti, il torrente Attone e il torrente Timia. Cannara riecheggia nel nome la memoria di un territorio paludoso, connotazione naturalistica tipica di questa zona ancora in epoca medievale e pontificia: questo spiega come i borghi più importanti, che cominciano a srotolarsi alla nostra vista, siano sorti sulle alture circostanti, in quota.

Tre Cannara e Cantalupo affrontiamo tre chilometri di strada sterrata ma ben battuta, percorribile anche con una bici da corsa; poi tornano l’asfalto e le ormai familiari strade secondarie di campagna. Un sottopasso ciclopedonale ci aiuta a superare la strada principale che porta a Bevagna, dove arriviamo, senza variazioni apprezzabili di dislivello, al termine di 26 chilometri di pedalata. Pochi stretti vicoli ed eccoci a piazza Silvestri, una delle più scenografiche dei borghi umbri: l’ordine e la simmetria lasciano il posto a un complicato incastro di spigoli e prospettive. Da vedere la Basilica di San Silvestro, gioiello romanico (XII secolo), e la Collegiata di San Michele Arcangelo (XII-XIII secolo), con un magnifico portale centrale. A due passi dalla piazza, tante specialità da portar via o consumare sul posto nel “tempio” della norcineria locale, Tagliavento: offre salsicce marinate al Sagrantino, coppa di testa, porchetta e salami assortiti.

Adeguatamente rifocillati e riposati, non resta che l’ultima salita, coronata da borghi medievali che fanno da dietro le quinte a un paesaggio mozzafiato, abbiamo raggiunto Montefalco.

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